Il XIV Dalai Lama a Palermo – 18 settembre 2017

Il Dalai Lama ritorna a Palermo. A distanza di oltre vent’anni da quella straordinaria visita che lo vide giungere su invito del Comune di Palermo, Sua Santità il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, leader spirituale del Tibet e Premio Nobel per La Pace, sarà in Sicilia dal 16 al 18 settembre, prima a Messina e poi a Palermo. La visita fa parte del tour italiano che porterà il Dalai Lama anche in Toscana, a Firenze e Pisa.
Era il maggio 1996 quando Sua Santità giunse a Palermo, accolto dal sindaco Leoluca Orlando, allora al suo secondo mandato, che gli consegnò la cittadinanza onoraria.
La visita a Palermo è organizzata dal Comune di Palermo con la collaborazione di Nadia Speciale per Barbera & Partners, con la partecipazione e il valido sostegno del Centro Buddhista Muni Gyana che pochi mesi fa ha trovato una sede a Pizzo Sella in un bene confiscato alla mafia e assegnato proprio dal Comune di Palermo.
Il rappresentante del Dalai Lama a Ginevra Mr. Ngodup Dorjee, presente a Palermo durante la conferenza stampa del 9 Maggio u.s., tra le altre cose, ha vagliato le diverse location proposte dal Comune.

La mattina del 18 settembre è prevista una conferenza pubblica del Dalai Lama sull’Educazione alla gioia.
Il titolo nasce da “Il Libro della Gioia” sul dialogo tra due Nobel per la Pace, Sua Santità il Dalai Lama e Desmond Tutu, arcivescovo sudafricano. Il libro è stato scritto da Douglas Abrams.
Nel libro si approfondisce il tema della gioia come un’attitudine, un atteggiamento mentale che porta come conseguenza la mutazione del sentire degli esseri umani, dunque ad un cambiamento delle loro decisioni e azioni. E se questo avvenisse su scala mondiale, si potrebbe giungere ad un’evoluzione sociale che si basa sulla scelta di vivere secondo un’etica universale fondata sulla pace, la salvaguardia dell’ambiente, ma anche la buona pratica nella vita quotidiana, l’economia, i rapporti tra l’uomo e il suo simile.

Solo dopo aver conosciuto e imparato a controllare il dolore, diventa possibile trasformare la gioia da fugace emozione di un momento a costante della vita: perché non c’è luce senza ombra, e non c’è gioia per sé se non si crea gioia anche per gli altri.
Sua Santità è infatti profondamente convinto che amore, compassione, altruismo e ogni altra qualità mentale positiva non appartenga esclusivamente ad una dottrina o tradizione spirituale. Sono piuttosto valori fondamentali, radicati nella natura umana, che hanno solo bisogno di essere coltivati con le giuste pratiche: e dunque, la non violenza e il rispetto reciproco. Pur essendo la guida di una delle principali religioni del mondo, il Dalai Lama sostiene che esista un percorso verso l’autentica felicità le cui basi sono in quei principi comuni che superano qualsiasi divergenza di opinione o di religione.

Info sulla visita del Dalai Lama a Palermo
www.dalailama.it
Comune di Palermo www.comune.palermo.it
Coordinamento e supporto organizzativo Nadia Speciale | 329.9443475-6 | barberaepartners@gmail.com

 

 

Il Dalai Lama a Firenze inaugura il Festival delle Religioni – 19 settembre 2017

Il sindaco Nardella consegnerà il Sigillo della pace.
È il primo evento per le celebrazioni dei 40 anni dalla scomparsa di La Pira

Sua Santità il XIV Dalai Lama sarà a Firenze per l’inaugurazione della terza edizione del Festival delle Religioni. Tenzin Gyatso, la più importante autorità buddista, sarà in città il 19 settembre per un incontro pubblico che si svolgerà al Nelson Mandela Forum. Un evento di straordinaria importanza, che segna il ritorno del Dalai Lama nel capoluogo fiorentino a 18 anni di distanza dalla visita del 1999.
L’incontro con il Dalai Lama dal titolo ‘La libertà nella regola’ si terrà alle 9, sarà moderato dalla presidente Rai Monica Maggioni e vedrà la presenza del fondatore della Comunità ecumenica di Bose Padre Enzo Bianchi, dell’imam di Firenze e presidente dell’Unione delle Comunità islamiche d’Italia Izzedin Elzir e del giurista Joseph Weiler, già rettore dell’Istituto universitario europeo.

All’incontro mattutino seguirà alle 13.30 un public talk con il Dalai Lama dal titolo ‘La pace attraverso l’educazione’ organizzato dall’Istituto buddista Lama Tzong Khapa di Pomaia – il quale cura l’organizzazione dell’intera giornata fiorentina della massima autorità spirituale del Buddhismo tibetano – al quale parteciperà anche la Regione.

Il Festival delle Religioni, che si caratterizza come importante momento di riflessione interreligiosa e interculturale, dopo la giornata del 19, proseguirà venerdì 22 e sabato 23 settembre. La rassegna è organizzata dall’Associazione Luogo d’Incontro, copromossa dal Comune di Firenze e resa possibile grazie alla collaborazione con l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia.
Nelle precedenti edizioni il Festival ha portato in città personaggi di alto valore internazionale quali il patriarca di Gerusalemme H.B. Fouad Twal, il Papa Copto Tawadros II, ma anche nomi di spicco nel panorama culturale internazionale come Zygmunt Bauman ed Ennio Morricone.
Un’iniziativa che negli anni ha saputo aprire il dibattito pubblico su temi di assoluta attualità: il dialogo con l’Islam, il rispetto tra confessioni, l’identità individuale vissuta nella relazione con l’altro. Argomenti di sempre maggiore rilievo pubblico e oggetto di costante discussione, anche alla luce dei tragici avvenimenti che negli ultimi anni hanno sconvolto la politica internazionale.

Il 19 settembre, durante l’inaugurazione del Festival delle Religioni, il sindaco di Firenze Dario Nardella consegnerà al Dalai Lama il ‘Sigillo della pace’, uno dei più importanti riconoscimenti cittadini istituito nel quindicesimo secolo. La medaglia d’argento con la scritta ‘S. Pax et Defensio Libertatis’ fu adottata dai Conservatori di legge della magistratura della Repubblica fiorentina come simbolo di pace e di libertà. In passato hanno ricevuto il Sigillo personalità internazionali di grande levatura nel mondo della politica, della cultura e della religione come Kofi Annan nel 2000, Michail Gorbaciov e Papa Giovanni Paolo II nel 2004.
L’inaugurazione del Festival delle Religioni è di fatto anche il primo evento per le celebrazioni dei 40 anni dalla scomparsa di Giorgio La Pira: Firenze è sempre più città internazionale del dialogo, dell’accoglienza e dell’incontro interreligioso, sempre più immagine di quella ‘città sul monte’ che profetizzava il sindaco santo.

Presentato all’Università di Pisa il simposio internazionale su “The Mindscience of Reality”

Dal 20 al 21 settembre l’Università e la città di Pisa saranno centro mondiale degli studi sulla mente, grazie al simposio internazionale “The Mindscience of Reality”, a cui parteciperanno studiosi di fama internazionale nel campo delle Neuroscienze, della Fisica e della Filosofia, che daranno vita a un dibattito multidisciplinare sulla Scienza della Mente. Ospite d’onore d’eccezione sarà il Dalai Lama, che il 20 mattina avrà un incontro pubblico con studenti e cittadinanza, prima di prendere parte alle tre sezioni in cui si articolerà il convegno. “Questa iniziativa – hanno anticipato il rettore Paolo Mancarella e i professori che coordinano il comitato organizzatore – conferma il ruolo di Pisa come luogo di incontro tra culture diverse, che incoraggia e valorizza ogni sforzo di dialogo e di pace tra i popoli”.

La presentazione del simposio internazionale su “The Mindscience of Reality“, organizzato dall’Ateneo pisano e dall’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, si è tenuta mercoledì 12 aprile al Rettorato di Pisa, con la partecipazione del rettore Paolo Mancarella, del direttore dell’Istituto Lama Tzong Khapa, Filippo Scianna, del sindaco Marco Filippeschi e dei docenti che coordinano l’iniziativa, Angelo Gemignani, Alfonso Maurizio Iacono e Bruno Neri.

L’origine del simposio è nella convenzione firmata all’inizio del 2016 tra l’Università di Pisa e l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia – uno dei centri di studi e pratica del Buddismo Mahayana più importanti in Europa e punto di riferimento per le comunità tibetane in Occidente, che ha favorito sinergie e convergenze sullo studio della mente, nell’ottica di un confronto tra l’approccio occidentale e quello tipico delle tradizioni contemplative e della cultura tibetana. Il primo ambito di cooperazione è stato il master universitario in “Neuroscienze, Mindfulness e Pratiche Contemplative”, esperienza unica in Europa e tra le pochissime nel mondo di collaborazioni di questo tipo.

Nel dicembre scorso, una delegazione dell’Ateneo, costituita dai professori Gemignani e Neri, ha accolto l’invito del Dalai Lama a partecipare allo “Emory Tibet Symposium”, che si è tenuto a Mundgod, in India. Dall’incontro con il Dalai Lama è partita l’idea di organizzare a Pisa, in collaborazione con l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, un evento scientifico di rilevanza internazionale, attraverso cui lanciare il concetto di “Mindscience”, che comprende lo studio della mente sia dal punto di vista “oggettivo” che da quello esperienziale e introspettivo per distinguerlo da quello di “Neuroscience”, tipico dell’Occidente  e incentrato sulle metodologie di indagine in terza persona e sullo studio dei correlati neuronali.

Il simposio pisano, che avrà un’impostazione necessariamente multidisciplinare coinvolgendo fisici, filosofi, psicologi, medici e, in particolare, neuroscienziati, si articolerà in tre sessioni: “Mindscience and Quantum Physics”, “Mindscience versus Neuroscience” e “Mindscience and Philosophy”. Per ciascuna di esse sono previsti gli interventi di due o tre studiosi di livello internazionale, seguiti da un dibattito animato da un panel di esperti a cui parteciperà il Dalai Lama. “Il concetto che vorremmo proporre, sottoporre a critiche e discussioni – spiegano i docenti coordinatori – è che per una comprensione completa dei fenomeni mentali, della Coscienza in primis, bisogna integrare (Mindscience) lo studio in terza persona nel quale abbiamo fatto enormi progressi negli ultimi anni in Occidente utilizzando gli strumenti delle Neuroscienzee, con l’analisi in prima persona, l’introspezione, le pratiche contemplative che rivolgono la loro attenzione all’esperienza interiore, piuttosto che a quella esterna”.

In quest’ottica, il Dalai Lama – che non ha più alcun ruolo politico, essendosi spogliato del titolo di Capo del Governo Tibetano in esilio – è il riferimento universalmente riconosciuto del Buddhismo Tibetano che fa riferimento alla tradizione Mahayana e, al contempo, uno studioso della Scienza della Mente molto interessato a unire la sapienza millenaria profondamente radicata nella sua cultura con le più recenti acquisizioni della scienza in tutti i campi. Sono, infatti, numerosi i libri che pubblicano gli atti di convegni multidisciplinari organizzati dalla Fondazione “Mind and Life”, che ha sponsorizzato e organizzato numerosi incontri del Dalai Lama con scienziati di tutte le discipline. Lo stesso Dalai Lama ha sempre sostenuto che “nel momento in cui la scienza entrasse in contraddizione con qualcuna delle nostre convinzioni, sarà necessario riconsiderarle con senso critico e, se necessario, modificarle”.

“Le giornate di studio – ha concluso il sindaco Marco Filippeschi – rappresentano la centralità che l’Università di Pisa intende dare ad uno dei temi di ricerca più rilevanti della nostra epoca. I cambiamenti rapidissimi e così profondi determinati dalla rivoluzione digitale, che non conosce confini, hanno implicazioni importanti per le neuroscienze, cambiano tutto. Dai modi di relazionarsi, ai sistemi e ai tempi di percezione, di elaborazione e di risposta del nostro cervello. Implicazioni fondamentali, dunque, che hanno una potentissima rilevanza sociale. Anche con questa consapevolezza, ritengo che la relazione tra le scienze della mente e l’esperienza delle pratiche contemplative e d’introspezione, proprie di una cultura profondamente radicata come quella buddista, è una prova feconda. Inoltre, la presenza preziosa del Dalai Lama, cittadino onorario di Pisa, rinnova e rilancia al più alto livello il nostro legame con la comunità buddista e le sue espressioni più significative qual è l’Istituto Lama Tzong Kapa di Pomaia”.

Da sinistra: il rettore Paolo Mancarella, il direttore dell’Istituto Lama Tzong Khapa, Filippo Scianna, il Prof. Angelo Gemignani, il Prof. Bruno Neri. , il sindaco Marco Filippeschi e il Prof. Alfonso Maurizio Iaconoe

COMUNICATO STAMPA

IL DALAI LAMA IN ITALIA

Siamo lieti di comunicare che Sua Santità il XIV Dalai Lama ha accettato l’invito rivolto dall’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia e sarà in Toscana dal 19 al 21 settembre 2017. Tale visita seguirà quella in Sicilia dal 16 al 18 settembre in ragione dell’invito delle città di Messina e Palermo.
La visita in Toscana prevede inizialmente un incontro pubblico a Firenze nella giornata del 19 settembre. L’iniziativa è sostenuta dal Comune di Firenze che a propria volta ha invitato in città Sua Santità il Dalai Lama.
Nelle giornate del 20 e 21 settembre il Dalai Lama si trasferirà a Pisa dove parteciperà ad un simposio organizzato in collaborazione tra l’Università di Pisa e l’Istituto Lama Tzong Khapa in virtù della convenzione siglata nel 2016 tra i due Enti. Il convegno si svolgerà all’interno del Centro Congressi di Pisa e vedrà la presenza di relatori internazionali impegnati a condividere i patrimoni di conoscenza della scienza e filosofia buddhista, delle neuroscienze, della fisica quantistica e della filosofia occidentale. L’accesso al convegno, data la logistica, sarà ad inviti. L’iniziativa vede il patrocinio del Comune di Pisa.
Entrambe le visite a Firenze e a Pisa sono promosse dalla Regione Toscana.
Maggiori dettagli sull’evento verranno pubblicati prossimamente su questo sito.

Ultima visita a Pomaia

Nel giugno del 2014 Sua Santità il XIV Dalai Lama ha amorevolmente accettato l’invito di visitare l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia dove si è trattenuto alcuni giorni, oltre il programma previsto. Questa fortuna inaspettata ha ulteriormente onorato la comunità dell’Istituto.
Durante la sua permanenza a Pomaia ha tenuto una serie di incontri, interviste, conferenze e ha benedetto la collina dove sorgerà il futuro monastero Lhungtok Choekhorling.
Nei giorni 14 e 15 giugno presso il Modigliani Forum di Livorno ha commentato il testo del celebre mistico ed erudito Nagarjuna ‘Lettera ad un amico’, un opera che scrisse in forma di lettera per spiegare come integrare i valori spirituali nella vita quotidiana.
Inoltre Sua Santità ha dato insegnamenti sulla ‘Lode al Sorgere Dipendente’ di Lama Tzong Khapa. Nella mattinata del 15 Giugno ha conferito l’Iniziazione di Avalokiteshvara (tib. Cenresig), la manifestazione illuminata della compassione di tutti i Buddha, mentre nel pomeriggio ha tenuto una conferenza pubblica sul tema dell’ Etica compassionevole.
Migliaia di persone hanno avuto la preziosa opportunità di seguire questi eventi che hanno visto al centro dell’incontro con Sua Santità il Dalai Lama l’importanza dei valori umani e dello sviluppo delle qualità interiori.

Terza visita a Pomaia

Il Dalai Lama venne in Italia dal 16 al 21 maggio su invito del Comune di Palermo, della Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana, dell’Istituto Lama Tzong Khapa e del Poligrafico dello Stato. In occasione della visita di Sua Santità, le Poste Italiane fecero un timbro commemorativo con data 18 maggio.

Il Dalai Lama arrivò all’Istituto Lama Tzong Khapa il 17 maggio e tenne insegnamenti il 18 e il 19, ai quali parteciparono circa 1500 persone.

Gli insegnamenti sul testo “I Tre Aspetti Principali del Sentiero” di Lama Tzong Khapa si tennero, come per le precedenti visite, sotto un grande tendone montato nel cortile e la traduzione fu curata da Luca Corona.

Il Dalai Lama tenne conferenze pubbliche anche a Palermo e a Pisa. A Roma ci fu l’incontro con Papa Giovanni Paolo II all’insegna della massima riservatezza. I partecipanti agli insegnamenti a Pomaia furono più numerosi rispetto al passato perciò molti di loro dovettero alloggiare negli hotel lungo la costa e si dovettero anche allestire due postazioni per servire i pasti che per la prima volta furono preparati da un catering esterno.

Durante la visita Sua Santità consacrò la ruota di preghiera presente all’ILTK che venne riempita da miliardi di mantra “mani”(Om mani padme hum) riprodotti su microfilm e 22 milioni di mantra stampati su carta, che i residenti e gli ospiti colorarono  con zafferano e profumarono con oli essenziali.

Lama Zopa Rinpoce, guida spirituale dell’Istituto Lama Tzong Khapa e dei Centri FPMT, incoraggia tuttora i Centri a costruire enormi ruote di preghiera perchè il semplice toccare e girare la ruota porta ad un’incredibile purificazione e fa accumulare innumerevoli benefici. Il 1996 fu un anno particolarmente propizio per inaugurare la ruota di preghiere, essendo il ventesimo anniversario della nascita dell’Istituto. Durante gli insegnamenti Sua Santità sottolineò in particolare l’importanza dello studio e del meditare sul lam-rim, il sentiero graduale verso l’illuminazione.

Seconda visita a Pomaia

La seconda visita di Sua Santità all’Istituto Lama Tzong Khapa avviene nel maggio del 1990.

L’anno precedente venne assegnato al Dalai Lama il Premio Nobel per la Pace e questo riconoscimento contribuì a farlo conoscere maggiormente a livello mondiale permettendo una maggiore attenzione da parte della stampa.

Il maestro spirituale residente, così come durante la visita del 1982, era Geshe Jampa Gyatso. La direttrice dell’Istituto era invece Laura Catalano che si avvalse della collaborazione dell’Associazione Italia-Tibet e di numerosi volontari per l’organizzazione dell’evento.

Tra i presenti ci fu anche il piccolo Lama Osel Hita, riconosciuto dal Dalai Lama come la reincarnazione di Lama Yeshe.

Gli insegnamenti si tennero nella grande tenda che venne montata nel piazzale e che ospitò circa mille persone. Un’altra tenda fu montata per servire i pasti.

I contatti con la questura e con il Ministero dell’Interno furono più distesi rispetto alla visita del 1982 in quanto l’allarme terrorismo era diminuito e ci fu bisogno di meno controllo.

Il primo giorno della visita si tenne un incontro con le scuole che aderirono all’iniziativa “Idee e immagini per la pace”. Sua Santità spiegò ai bambini l’importanza dello studio e disse loro che il futuro è qualcosa che dipende da noi, e dal nostro impegnarci per la pace.

Sua Santità ricordò la questione tibetana auspicandone una soluzione, specificando che la risoluzione del problema tibetano, non si riferisce soltanto alla sopravvivenza di un popolo, ma di tutta una cultura preziosa per l’umanità intera. Incoraggiò i presenti a promuovere iniziative culturali, a organizzare dibattiti e conferenze sulla questione tibetana in modo da potere avere più attenzione da parte dell’opinione pubblica.

Gli insegnamenti che Sua Santità conferì furono sul testo del pandita indiano Kamalashila (705–764) “Gom Rim”, ovvero “Sentiero Graduale di Meditazione”. Un raro insegnamento che tratta delle attitudini e pratiche meditative di colui che aspira ad ottenere lo stato di Buddha per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Alla fine della sua visita il Dalai Lama benedì il luogo dove sarebbero poi stati costruiti due degli stupa presenti nell’Istituto.

Nel pomeriggio del 27 maggio Sua Santità partì da Pomaia per proseguire il suo viaggio in Italia a Grosseto, Firenze, Siena, Arcidosso, Bologna dove ricevette la Laurea ad Honorem in pedagogia, e infine Roma dove incontrò il Papa.

Le precedenti visite

Il Dalai Lama ha visitato Pomaia quattro volte dal 1982 al 2001. Inizialmente si organizzò l’evento presso l’Istituto Lama Tzong Khapa, ma in seguito non fu più possibile per motivi di logistica. Crescendo l’interesse nei confronti di Sua Santità, si dovettero organizzare le sue visite in spazi più capienti garantendo maggiore sicurezza e disponibilità di posti. L’intera organizzazione nel corso degli anni subì delle trasformazioni non solo motivate da una maggiore attenzione verso il Dalai Lama, ma anche dalle diverse situazioni politiche interne ed esterne all’Italia. E grossi cambiamenti furono anche legati all’innovazione tecnologica. Nel 1982 si usava ancora la macchina per scrivere, e l’acquisto dei biglietti per l’evento non era ancora online…..!

Prima visita del Dalai Lama a ILTK dal 18 al 24 ottobre 1982

La prima visita del Dalai Lama a Pomaia all’Istituto Lama Tzong Khapa avviene nel 1982.

Sua Santità arrivò a Pomaia il 18 ottobre atterrando all’aeroporto di Pisa. Il Direttore dell’Istituto era Harvey Horrocks, uno dei primi studenti di Lama Yeshe. Geshe Jampa Gyatso era il maestro spirituale residente.

Dal 19 al 21ottobre Sua Santità conferì l’Iniziazione e il relativo Commentario di Chenrezig Gyalwa Gyatso a numerosi praticanti buddhisti arrivati da ogni parte d’Europa e del mondo.

Il conferimento di un’iniziazione per un buddhista è un impegno che richiede particolari requisiti. Porta con sé grandi benefici, che vanno oltre il semplice benessere personale, per estendersi a tutti gli esseri viventi, creando così un’energia di pace e di armonia nel mondo.

Il 22 ottobre, finiti gli insegnamenti religiosi, il Dalai Lama partecipò a ” La 1a Conferenza Internazionale su Universal Education” facendo il discorso d’apertura e prendendo parte alla tavola rotonda con esperti di educazione provenienti da tutto il mondo. Nel suo discorso nel primo giorno sottolineò l’importanza dell’educazione intesa come strumento per aiutare il bambino a diventare una persona felice e a portare pace nella società.

La conferenza segnò l’inizio di “Universal Education”, un progetto voluto e concepito da Lama Yeshe per portare la saggezza e la compassione presenti negli insegnamenti di Buddha, nell’educazione di tutte le persone senza discriminazioni religiose e culturali.

Questo progetto è diventato un’importante iniziativa della FPMT (Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana) e della “Foundation for Developing Compassion and Wisdom”, l’organizzazione che porta avanti il progetto e che ha attualmente la sua sede a Londra.

 Nel 1982 un tendone con una capienza di poche centinaia di persone fu sufficiente ad accogliere tutti i presenti agli insegnamenti di Sua Santità. Coloro che portarono la tenda poterono campeggiare su un terreno di proprietà dell’Istituto, altri alloggiarono presso le case degli abitanti di Pomaia. E il cibo venne preparato nella cucina dell’ILTK da coloro che erano coinvolti nell’organizzazione.

Franco Piatti – uno dei fondatori dell’Istituto e impegnato all’epoca nella sicurezza e nella logistica – ricorda che tutti gli ospiti furono a proprio agio e si adattarono facilmente alla situazione organizzativa e logistica.

Nel 1982 fu Lama Yeshe ad invitare il Dalai Lama in Europa e viaggiò con lui in Spagna, Italia e Francia. Lama Yeshe si occupò di supervisionare tutta l’organizzazione del tour. Tra le persone che aiutarono durante la visita di Sua Santità e che ancora vivono e lavorano a ILTK, ci sono Franchino Morgante, Massimo Corona e Franco e Francesca Piatti che hanno raccontato e condiviso i loro ricordi ancora emozionati della visita.

Massimo Corona ricorda che in quei giorni di ottobre pioveva a dirotto. Anni dopo Sua Santità si ricordò della pioggia di Pomaia. In occasione di un incontro ebbe modo di parlare di Pomaia dicendo:” Ah Pomaia sono stato già tre o quattro volte e mi ricordo che la prima volta c’era Lama Yeshe con me, e pioveva nella tenda!”

Il 18 ottobre Sua Santità arrivò in Istituto accompagnato dalla Digos la quale disse di avvisare tutti che dopo le 21 non ci si poteva avvicinare alla villetta (l’edificio dove alloggiava il Dalai Lama) perché avrebbero sparato a vista….!!Decisamente – come ammette Corona – un provvedimento esagerato!

La prima notte dall’arrivo del Dalai Lama, alle tre di mattina, per Massimo Corona fu una forte e indimenticabile emozione vedere accendersi la luce nella camera della villetta dove dormiva il Dalai Lama.